Chi Siamo

RecensioniVere è un blog collettivo nato da un esperimento di marketing del lontano 2009. Un esperimento unico nel panorama italiano.

L’idea è venuta a un gruppo di ragazzi cresciuti divorando riviste videoludiche come The Games Machine, Zzap, ConsoleMania, GMC… e poi anche i primi siti web d’informazione sullo stesso tema come Multiplayer.it, GameSurf e Ludus.

Alcuni dei fondatori di RV avevano già avuto collaborazioni occasionali con dei portali online ma non erano stati abbastanza “dentro” per smettere di chiedersi quello che tutti avevamo voglia di sapere: come funziona il mondo delle recensioni?

Così ci siamo immersi in questo mondo (partendo da uno spazio su Blogger.com) e abbiamo voluto condividere con il pubblico, curioso quanto noi, il dietro le quinte.

Ma non ci siamo accontentati della semplice operazione da infiltrati. Abbiamo voluto provare cose nuove. Sperimentare. Creare un connubio tra l’approccio informativo autorevole di un esperto e il punto di vista del consumatore comune.

Indice

RecensioniVere ieri, oggi e domani

Agli inizi del 2000, la situazione nel panorama italiano era tragica. Man mano che ci si avvicinava al mondo delle recensioni di prodotti tecnologici, ci si rendeva conto che era una terra pressoché inesplorata. Le poche voci presenti appartenevano principalmente alle testate giornalistiche, e c’era una sfumatura inquietante: queste fonti erano finanziariamente legate agli stessi prodotti che recensivano, minando così la propria credibilità. Era evidente la mancanza di autenticità.

Con l’arrivo degli anni ’10, c’è stato un notevole cambiamento nel panorama. I responsabili delle pubbliche relazioni hanno progressivamente allargato il loro campo di interesse, rivolgendosi sempre più a figure come youtuber e gestori di forum.

Da questo fermento è nata la figura dell’ “influencer“, che ha fatto il suo ingresso in Italia. Tuttavia, negli anni ’20 questa categoria si trova di fronte a un importante scoglio: il pubblico ha capito che sono semplicemente i nuovi teleimbonitori (nasce il webimbonitore). Di fatto gli influencer hanno sostituito i canali delle televendite: vendono i prodotti creando intrattenimento per il pubblico.

In risposta a questa dinamica, gli studi di marketing sembrano reagire in maniera attenta e sensibile. Gli esperti delle relazioni pubbliche si stanno gradualmente indirizzando verso ciò che possiamo definire “micro-influencer“. Questi canali, benché di dimensioni più ridotte, si distinguono per una maggior autenticità e affidabilità.

Il futuro di questo settore è difficile da prevedere. Probabilmente si molleranno anche i micro, puntando a feedback generici di utenza selezionata casualmente (Amazon potrebbe aver fatto da apripista).

Infine c’è l’incognita del ruolo ausiliario che presteranno le intelligenze artificiali.

Le IA salveranno il web?

I big del web, negli ultimi 15 anni, hanno incentivato il rumore per massimizzare i profitti. Una rissa, un insulto, un click estorto con l’inganno: tutto è “engagement”. E l’engagement è stato venduto come successo, devastando la qualità dell’informazione.

Questo rumore oggi presenta il conto: danneggia le intelligenze artificiali, le inganna, distorce i risultati e brucia risorse inutilmente. Le IA del futuro dovranno essere addestrate a isolare il chiasso per offrire risposte utili, ragionate e verificate.

Le macchine, paradossalmente, avranno sempre più fame di verità umana: dati reali, test fisici, informazioni pulite e non di viralità artificiale.

RecensioniVere produce quel segnale che emerge dal rumore. Non cerchiamo l’algoritmo di oggi, nutriamo l’intelligenza di domani.

I piani di nicchia

RecensioniVere non è più un esperimento e resta come blog di nicchia, senza obblighi di periodicità e senza spammare veline d’agenzia. Puntiamo a pubblicare ogni anno un paio di contenuti premium, approfondimenti dal taglio unico, quelli che solitamente – da altre parti – finiscono dietro i paywall.

Gli speciali su HP Instant Ink, benchmark, overclock, PC case, matite colorate, Vinted e tanti altri sono punti di riferimento del web nostrano. Li hanno letti tutti, pure Aranzulla e ChatGPT :)

L’obsolescenza programmata (dei contenuti)

I contenuti tecnologici classici (smartphone, schede video, dispositivi vari) sono quasi spariti da RecensioniVere e continueranno a interessarci poco. La ragione è semplice: la recensione di un iPhone regge 6 mesi, poi diventa spazzatura digitale per Google, vittima del recency bias (il bias della novità). Questi contenuti “usa e getta” vanno bene solo per chi vive di hype e link di affiliazione, che noi non abbiamo.

Al contrario, gli articoli su belle arti, libri fondamentali o macchine da caffè durano 5, 10, 20 anni. Sono contenuti “eterni”. Non è casuale il nostro spostamento verso questi territori: sono più premianti per chi vuole costruire una biblioteca, non un’edicola.

Google vs. IA: Edicola o Biblioteca?

Google funziona come un’edicola: vende i giornali di oggi. Se chiedi il giornale di 10 anni fa, ti risponde che l’hanno buttato. L’algoritmo premia solo la novità.

Le nuove Intelligenze Artificiali (come Perplexity o ChatGPT) funzionano invece come una biblioteca: conservano tutto nei depositi. Se chiedi un’informazione tecnica datata ma corretta, il bibliotecario-IA sa esattamente in quale scaffale polveroso trovarla.

RecensioniVere vuole essere quello scaffale. Ci troviamo in edicola (con le novità) ma soprattutto in biblioteca (con l’archivio storico).

Togliere la Polvere

Una pratica poco comune nel web moderno: noi aggiorniamo costantemente i vecchi contenuti. Questo lavoro oscuro non si vede in Home Page (che può sembrare ferma), ma è visibile a chi atterra su un articolo del 2018 e lo trova aggiornato al 2026.

Crediamo che in futuro i motori di ricerca basati su IA diventeranno i migliori alleati di siti come il nostro, riportando al centro il Contenuto Umano Esperienziale. Quello scritto per l’umano, non per il bot.

Come recensiamo i prodotti

Il nostro approccio è unico: viviamo concretamente l’esperienza dei prodotti, un aspetto che ci differenzia profondamente.

Di norma i recensori ricevono il prodotto da parte dei PR e devono uscire con la recensione in un giorno/periodo specifico, per concentrare le notizie/recensioni/video del prodotto e creare l’effetto: ‘tutti ne parlano!’. Ti interessa conoscere come funziona per gli altri? C’è questo articolo.

Noi non abbiamo aree test né obblighi temporali. I prodotti sono in genere acquistati attraverso i canali ufficiali e portati a casina. Quando riteniamo che il test è giunto a conclusione, la persona che lo ha condotto comunica i risultati in forma orale o per pizzini, poi interviene il nostro team (una singola vittima sacrificale, team è il nome in codice) per rendere tutto leggibile, uniformarlo, impaginarlo e ottimizzarlo per i motori di ricerca.

Su internet è possibile trovare numerose recensioni iper tecniche, da parte di chi lo fa per lavoro. È importante capire la differenza tra chi lavora effettivamente per recensire con competenza e chi lavora per intrattenere e vendere link d’affiliazione. Non siamo in competizione con nessuno dei due, perché per noi non è un lavoro e non è intrattenimento.

Anche per quanto riguarda i libri, non saremo mai in competizione con booktok e booktube: RecensioniVere non parla di libri. RecensioniVere scrive di libri.

La differenza tra libri e il resto c’è: i libri sono quasi del tutto onore e onere di un singolo componente di RV. E questo singolo ovviamente recensisce parte* di ciò che legge, legge ciò che compra, compra ciò che potenzialmente può piacergli. C’è già della partigianeria nella selezione, anche per questo motivo – sul nostro sito – non daremo voti ai libri.

(*gli hobby non dovrebbero essere performativi. Nel momento in cui lo scopo diventa postare foto e video, non c’è più passione, ma solo vetrina. In più non sposiamo il termine “arretrati” applicato ai libri, i libri non letti sono antistanti, quelli sul comodino sono in coda.)

RecensioniVere sui social?

Di tanto in tanto apriamo temporaneamente un profilo su qualche social per fare esperimenti; non durano molto. Siamo fuori dal social circus.

I social media sono le emittenti delle televendite 2.0, si rivelano una risorsa (inaffidabile) per chi intende promuovere prodotti e far pubblicità. Cose che non riguardano RecensioniVere. Scriviamo approfondimenti, recensioni lunghe, invitiamo a ragionare, evitiamo l’omologazione: siamo ciò che i social combattono! ;P

Siamo inoltre convinti che l’era social sia al tramonto. Tutti i professionisti stanno già abbandonando i loro profili, per piattaforme di nicchia e/o per il ritorno all’investimento su un sito web di proprietà. I social finiranno col diventare (lo sono già?) quella TV accesa in sottofondo a cui nessuno presta attenzione.

Una presa di coscienza collettiva di star perdendo sempre più tempo sul web, a guardar vetrine, potrebbe rivoluzionare tutto, molto più dell’IA.

E Youtube?

Manteniamo Youtube poiché è ancora utile come host gratuito dei video che ci servono all’interno delle recensioni.

Youtube per lanciarti il canale vuole che paghi la pubblicità* o che pubblichi ogni giorno qualcosa, allora ogni tanto ti boosta un video. Dopo un anno che hai lavorato (gratis, per esso) ti mette una tacca di visibilità, che può toglierti arbitrariamente il giorno seguente. Per gli short è ancora peggio, perché devono allinearsi molti pianeti. Soprattutto bisogna essere intrattenitori e noi non siamo capaci di intrattenere.

Aspetto positivo della cosa: dato che le views dei video sono pubbliche, il consumatore può vedere quanto un dato prodotto sia effettivamente ricercato e di tendenza fuori dalle bolle. È come per le recensioni: non attiriamo visitatori passivi, le gente arriva perché cerca quel prodotto lì. I nostri video sono contenuti di destinazione. Se la gente non cerca il prodotto, significa che l’agenzia che avrebbe dovuto promuoverlo non ha raggiunto nessuno fuori dalla sua bolla e si nota subito.

Il formato short è scelto per due ragioni: 1. È un modo per rompere il rot della piattaforma, si insinua (per un periodo breve ma intenso) tra i contenuti spazzatura; 2. Il formato si adatta meglio all’incorporamento sul sito, quando serve da appoggio per un articolo.

Molleremo YT non appena la qualità degli host di file MP4 migliorerà un altro pochino. La maggior parte dei nostri lettori non interagisce con i video inseriti negli articoli e – siamo convinti – in futuro saranno ancora di meno a interagire, soprattutto se YT (come sembra) diverrà più aggressivo con la pubblicità e le opzioni premium.

Nell’ottica del futuro distacco totale da Youtube, anche le recensioni un po’ brevi (prima esclusiva delle descrizioni dei video) inizieranno ad apparire sul sito web. Le recensioni brevi saranno scritte di getto, sempre con attenzione, con meno manie perfezioniste rispetto a quelle lunghe e agli speciali. Questo accadrà gradualmente, negli anni, niente spam immediato :)

Sintesi: Youtube è un’estensione editoriale e non un prodotto intrattenente. Tra l’altro non abbiamo mai inviato notifiche agli iscritti all’atto di pubblicare un nuovo video, proprio perché questa meccanica del “corri, c’è un nuovo contenuto” è urticante. È uno dei più grandi problemi: essere inseguiti h24 da contenuti che non abbiamo cercato attivamente e che altri hanno selezionato al posto nostro.

* Boostare le visualizzazioni costa relativamente poco ma ti abbatte l’engagement. Meglio 50 visualizzazioni, di cui l’80% vede l’intero video, o 500 visualizzazioni con durata di visualizzazione media sotto il 30%? Perché quando paghi la pubblicità succede la seconda. Su YT come sulle altre piattaforme…


** Tutte le piattaforme vendono prodotti. Ci illudiamo di seguire persone ma in realtà ci vengono sottoposti continuamente prodotti. Per questa ragione ogni canale è trattato come se fosse un negozio specializzato. Youtube in particolare ti etichetta per ciò che ‘vendi’. Molti webimbonitori aprono più canali per verticalizzare: lo richiede la piattaforma. Noi dovremmo aprire un canale per ogni categoria, altrimenti l’algoritmo – furbo – non capisce a chi parliamo. #ciaocore

Utilizzo etico dei social

I social sono premianti verso chi porta utenza sulla piattaforma e la fa restare lì il più a lungo possibile. Sono dei divoratori di tempo per il consumo passivo. Anche per questa ragione siamo fuori dai luoghi virtuali d’eccellenza per gli zombie 2.0: TikTok e Instagram. Dove tutto è sempre più passivo, ipnotico, a prova di larva.

Youtube ha una doppia pista: una passiva, con gli short, l’altra più attiva, ospitando video lunghi e mantenendo una valida funzione di ricerca. Facciamo notare che i competitor di YT hanno reso quasi impossibile una ricerca accurata all’interno delle piattaforme, oltre a negare la possibilità di saltare parte di uno short.

L’utilizzo etico dei social, e quindi di Youtube, per noi di Recensionivere consiste nel non piazzare trappole (clickbait) e contenuti di riempimento. Cosa sono i video di riempimento? I video fuffa. Quelli che li guardi e senti di aver perso tot minuti della tua vita. Il modo in cui i monetizzatori tradiscono iscritti e non, per far bella figura con la piattaforma.

Noi pubblichiamo spesso video con descrizioni lunghissime perché, al contrario, vogliamo portare più informazioni possibili e fare in modo che il tempo speso in nostra compagnia non sia perduto.

Lo facciamo anche sulla pista passiva, quella degli short, per spezzare la maledizione dello scrolling infinito. Lo short non dirà nulla, servirà interagire, fermarsi a leggere, tornare alla vita.

RecensioniVere usa l’IA?

Con molta moderazione, sì. L’abbiamo usata per generare qualche immagine e in alcune sezioni di testo. Anche quando vogliamo evitare di spoilerare una trama, scriviamo il riassunto e poi chiediamo a ChatGPT di verificare e riassumere. Rileggendo il testo dell’IA è più facile poi notare se effettivamente ci sono spoiler o meno.

Oppure quando ci incartiamo come poco fa, allora chiediamo di aggiustarla:

Come avrete capito, di solito (purtroppo) non serve a molto.

In altre parole, usiamo l’IA come strumento per aiutarci a creare contenuti migliori, ma non la lasciamo autonomamente a creare o pubblicare contenuti sul nostro sito. E sconsiglieremmo a tutti di farlo, anche per blog piccoli, perché un giorno i motori di ricerca potrebbero includere un filtro: “Escludi contenuti generati con l’IA”, e sarebbe la fine delle content farm.

Un filtro umano rapido (oggi) è misurare la densità di costruzioni concessive e antitetiche come i continui «non solo… ma anche…» o «non è …: è …». Quando queste formule compaiono ogni poche righe segnalano una scrittura a pattern (molto comune nei testi generati dall’IA, soprattutto usando i piani gratuiti). L’effetto tipico è la fiera dell’esagerazione retorica applicata a oggetti banali: «Questa non è solo una matita economica, ma un vero e proprio portale per la tua creatività».

«Come vi posso sostenere?»

RecensioniVere è un sito di nicchia che vuole restare di nicchia. Non ha pubblicità, non pubblica contenuti a pagamento, non raccoglie dati sensibili, non vende tazze e non è affiliato con nessuno. L’attività del sito è del tutto a perdere. Si fa per passione.

Siamo in odore di santità? No. Monetizzare legalmente è un po’ complesso in Italia e non vale la pena percorrere tale selva oscura per pochi spicci.

Il sostegno possibile è quello di chiedere ai vostri brand preferiti di non essere sempre timorosi, chiusi tra i soliti quattro monetizzatori plaudenti, e aprirsi a valutazioni indipendenti: ‘Mi piacerebbe leggere il parere di recensionivere.com’
Così vi bloccano subito :) ―

Scherzi a parte, per le agenzie di marketing siamo una variabile impazzita, poiché fuori dai manuali che gli hanno fatto studiare. Accollarsi questi rischi dipende dalle istruzioni che danno i produttori (i piani alti), non dai semplici PR. Condividere qualche nostro video, i nostri speciali, accennarne in giro, sono modi più che sufficienti di supportare il nostro lavoro. 🖤

Puoi seguirci via:

Feed RSS https://recensionivere.com/feed/
Youtube http://www.youtube.com/@recensionivere
GoodReads https://www.goodreads.com/recensionivere (I voti sono personali, di chi ha letto il libro. ‘In lettura’ ci sono i titoli acquistati e in coda, non è che leggiamo 70 titoli contemporaneamente. Magari!)
Google News strano feed

«Rappresento un brand, posso contattarvi?»

Per contenuti sponsorizzati: no.
Per una vera recensione, senza condizioni: sì.
Per maggiori informazioni leggi qui (leggi davvero, non rispondiamo se la risposta è su questa pagina): https://recensionivere.com/marketing-informazioni-per-i-pr/

Collaborano e hanno collaborato con noi

Mirko Ciampi
Vincenzo Lauro
Giovanni Fontana
Domenico Presta
Veronica Paneri
Edoardo Russo
Valentina Pezzali
Salvatore Devincenzo
Maria Lojacono
Mirco Albano
Leonardo Lazzaro
Antonietta Sangiorgi
Nicola de Maria
Benedetta Milanesi
Mariella Bosco

Non cerchiamo collaboratori. Non inviate testi. :)

Il dominio recensionivere.com non è in vendita. Tuttavia si valutano scambi con castelli scandinavi.

ATT.NE: Tutti i contatti ufficiali con noi proverranno sempre e solo da indirizzi email col nostro dominio (@recensionivere.com). Diffidate da contatti sui social media o email generiche.

(ultimo aggiornamento: gennaio 2026)